Loc. Marena
Fornovo (PM)

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L’allevamento

VIVIAMO E LAVORIAMO CON I NOSTRI ANIMALI

Alleviamo con un approccio olistico, rigorosamente naturale: nulla, nel nostro modo di allevare, deve essere intensivo.

La nostra attività di allevamento è rivolta a specie autoctone di pecore e asini. Ogni primavera portiamo i nostri animali al pascolo sapientemente guardati dai maremmani Eywa e Vento e guidati da Sky, Happy e Lupo (Calien si è meritata una gioiosa pensione) e torniamo ‘a casa’ (più o meno felici, soprattutto le asine!) ai primi segni di gelo per tutelare il loro benessere. I pascoli sono naturali, non inquinanti e a ciclo chiuso. Senza contare che le pecore tengono sotto controllo le piante infestanti, di cui mangiano foglie e germogli. I nostri greggi sono al centro delle attività di sheepdog (addestramento, gare, workshop); Bigia e Marena ci aiutano nel trasporto di attrezzatura per le pecore (reti, abbeveratoi, agnelli troppo piccoli per camminare da un pascolo all’altro…) e nella guardiania (ebbene sì, territoriali come sono guai a chi entra se non è il ben venuto!). Stiamo lavorando sempre con il loro benestare, anche per la possibilità di avviare attività di Trekking di più giorni in loro compagnia.

A rallegrare le nostre giornate ci sono anche alcune galline che ci regalano – quando hanno voglia – delle ottime uova e una coppia di anatre che si credono delle pecore!

I nostri allevamenti di Asini e Pecore


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I nostri asini

Dopo aver letto “Muli In guerra – Storia di Palù e del suo alpino 1940-1943” (Gino Ascani- Fracesco Fatutta, ed. Mursia) siamo stati profondamente colpiti dalla storia di Palù il mulo e Biga la sua mula, tanto da spingerci a voler scoprire  il mondo degli asini e dei muli per noi ancora sconosciuto e ad adottare Bigia e Marena le nostre due asine Romagnole. Versatile e qualitativo, l’asino romagnolo (riconosciuto a metà anni 2000 come una tra le sette razze italiane “a limitata diffusione”) è un gran trottatore, capace di coprire lunghe distanze, adatto sia alla soma che al traino e per questo saranno due favolose compagne nel trekking (di prossima apertura). Tra le due, Marena è la più espansiva: è giocosa, corre da tutte le parti e “fa la matta”. Bigia è la ‘guardiana’ della coppia, con un carattere più riflessivo, che la porta a dare confidenza a un nucleo ristretto di persone. Hanno legato molto con le pecore Ciuta e le proteggono quando sono al pascolo da cani estranei al gruppo famiglia e da possibili predatori. Una cosa le accomuna: vanno ghiottissime di carote!


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Le nostre pecore

Tutto è cominciato grazie ai nostri cani da pastore, che ci hanno instillato l’amore per lo sheepdog e per le pecore. Abbiamo iniziato con le Suffolk: originarie della Gran Bretagna, sono pecore da carne e da lana rustiche, di grande mole, facilmente riconoscibili per il caratteristico contrasto fra il folto manto bianco e la testa e zampe nere. In un secondo momento abbiamo inserito le Ciuta, originarie della Valtellina e di dimensioni molto ridotte rispetto alle Suffolk (ciuta vuol dire ‘piccola pecora’ in romancio). Anch’esse robuste e frugali (il loro habitat naturale è molto duro, su pascoli montani scoscesi e impervi), hanno le caratteristiche corna caprine. Le ultime arrivate sono le Cornigliesi, di grande mole con lunghe orecchie, pendenti dalla triplice attitudine (latte, carne, lana). Originarie dell’alto Appennino Parmense, ottenute incrociando pecore locali con le pregiate Merinos spagnole e poi con arieti Bergamaschi, sono considerate a rischio di estinzione come le Ciuta. Affondando le proprie radici nella storia della terra in cui viviamo, aggiungerle al nostro gregge ci è sembrato il modo migliore per sostenere e difendere la biodiversità, salvaguardandone il patrimonio culturale e ambientale.


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